Relitto Nasello

L’AFFONDAMENTO DEL NASELLO

Il diario del comandante Bryant. l’Affondamento del Nasello raccontato direttamente dal Comandante che ordinò di silurarlo, non famoso certo per l’umanità dimostrata negli affondamenti da lui effettuati. Di seguito un estratto del diario di bordo durante il suo comando la mattina del 3 aprile 1943:

Il relitto del Nasello davanti alla spiaggia di Cala Luna coricato su un lato nel fondale di circa 30 mt.

  • ore 04:00 – Ci siamo avvicinati alla parte settentrionale del Golfo di Orosei da E.N.E. ma non c’è nessuna imbarcazione in vista. Ogni tanto passa un aereo
  • ore 11:37 – Avvistata vicino a riva a nord, una piccola nave a vapore grigia che naviga lungo la costa in direzione sud. Ci avviciniamo per attaccare
  • ore 12:15 – La nave a vapore, difficile da vedere contro le falesie, sfortunatamente si dimostro’ essere solamente un peschereccio adibito a dragamine di circa 350 tonnellate, armato con due mitragliere sul castello di prua e di altre sul ponte. Nonostante si trattasse di un bersaglio di poco valore, viaggiava a buoni 9 nodi e aveva l’aspetto complessivo di un grosso peschereccio ben costruito e trovammo una scusa per soddisfare il nostro naturale desiderio di affondarlo, decidendo che sarebbe stato molto utile al nemico nel caso avesse deciso una DUNKIRK da Tunisi. Una goletta fu avvistata all’orizzonte a E.N.E.
  • ore 12:29 – Emersione. Apriamo il fuoco con il cannone da 1200 yards. Il peschereccio non rispose al fuoco e cerco’ di guadagnare la riva distante circa un miglio a sud di Gonone. Il primo colpo passò sopra, il secondo colpì la base della ciminiera, il terzo si blocco’. Sfortunatamente il nostro speciale Sansone dalle forti braccia, l’unico in grado di manovrare la culatta del nostro vecchissimo cannone, era stato messo fuori uso da una Dalida algerina, nemmeno armata di forbici. Il marinaio più forte che possiamo utilizzare non è ancora all’altezza del compito e durante la giornata dovremmo sopportare un po’ dei soliti problemi con la culatta da 3 pollici. In qualche modo costringemmo il cannone a funzionare come doveva ed un certo numero di colpi andò a segno sulla linea di galleggiamento di poppa mentre l’equipaggio abbandonava la nave su due grandi zattere. I motori del peschereccio si erano fermati e fu’ cosi’ possibile bombardarlo a piacimento a circa 5 cables dalla riva. C’era mare grosso ed era difficile prendere la mira , percio’ volendo essere certi che andasse a fondo, furono sparati in totale 54 colpi. Tutto cio’ accadeva all’ora di pranzo mentre non si registrava nessun tipo di movimento a Gonone.

Il relitto, posato su un fianco a largo di Cala Luna, è adagiato a circa 25 metri di profondità

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